Per gestire un processo produttivo servono, prima di tutto, due cose: sapere con che cosa si produce e che cosa si produce. In zProduction sono le risorse e gli articoli. In questo estratto dalla demo del 2022 Andrea Francica mostra come sono fatte le due schede e perché sono il punto di partenza per tempi, costi e qualità.

In breve
- Le risorse sono macchine, banchi, fornitori esterni o gruppi di macchine: di ognuna si vede la saturazione.
- Il costo orario è diverso in attrezzaggio e in produzione, e dipende dalle ore lavorate nell’anno.
- La scheda articolo raccoglie cicli, controlli, materiali e costi per quantità.
- Risorse capacità, calendari, costo orario
- Articolo cicli e fasi
- Materiali e controlli legati alla fase
- Tempi a preventivo e a consuntivo
- Costo per la quantità richiesta
Le risorse produttive
Una risorsa produttiva è qualunque elemento che svolge, o può svolgere, una fase di produzione. Può essere una macchina; un banco in un reparto di assemblaggio; un fornitore esterno che esegue un trattamento dentro il processo; un gruppo di macchine che svolge una sola fase, come una macchina servita da un robot, che nel processo non si separano.
Nella scheda della risorsa convivono le impostazioni (codice, descrizione, reparto, famiglia) e i dati che vengono dalla gestione della produzione: le ore di carico complessive e la saturazione in un periodo che si può scegliere. Nell’esempio della demo, due macchine gemelle erano sature al 78, 83 e 81% a cinque, dieci e quindici giorni; essendo intercambiabili, erano state impostate con doppia capacità, così la pianificazione lavora su due calendari.

Fra le impostazioni ci sono anche una percentuale di fermo fisiologico (per esempio, una macchina che lavora al 70% del tempo disponibile), gli operatori abilitati, i tempi standard, le posizioni del magazzino utensili e il collegamento macchina, che conta nei progetti di integrazione Industria 4.0 perché le macchine si possono collegare al sistema in più modi.
Il costo orario: attrezzaggio e produzione
Ogni risorsa ha i suoi costi orari, che servono ai calcoli sia a preventivo sia a consuntivo. Sono divisi fra attrezzaggio e produzione, perché non costano uguale. In attrezzaggio l’operatore è impegnato al 100% sulla macchina; in produzione, se segue due macchine insieme, è impegnato al 50%. Anche il costo della risorsa può cambiare, per esempio per un diverso consumo elettrico. Il costo orario totale, quindi, è diverso nelle due situazioni.
Nel sistema c’è uno strumento per definire quali voci di costo considerare e come calcolarle anno per anno, così anche la logica del calcolo diventa parte del sistema. I vantaggi sono due: aggiornare i costi è più semplice (nel 2022, con i prezzi dell’energia in forte variazione, era un tema molto concreto) e a posteriori si può scomporre il consuntivo nelle voci che lo hanno generato. Chi non ha già un proprio modello di calcolo può farsi aiutare da consulenti specializzati, o da noi.
Il divisore che nessuno guarda: le ore annue
Un elemento spesso sottovalutato sono le ore di lavoro stimate a inizio anno. Dividere ammortamenti, manutenzioni e costi del capannone per 1.800 ore o per 1.200 cambia moltissimo il costo orario. Tenerlo allineato alle ore effettive, o a un obiettivo realistico e un po’ sfidante, evita due errori opposti: preventivi troppo prudenti, e quindi fuori mercato, oppure troppo ottimisti sulla saturazione, con il rischio di arrivare a fine anno senza aver coperto i costi.
La scheda articolo: il know-how dell’azienda in un punto solo
La scheda articolo è il cuore del sistema: concentra tutte le informazioni su un prodotto e, così facendo, consolida e formalizza il know-how aziendale. Contiene fra l’altro:
- codice, unità di misura, indice di modifica con lo storico delle revisioni, tipologia e stato del prodotto con lo storico dei cambi di stato;
- tag per classificare il prodotto in linguaggio naturale, anche con parametri soggettivi come «difficoltà di lavorazione: semplice»;
- le distinte di cui fa parte, i clienti per cui si produce, il codice con cui lo chiama ciascun cliente e le sue revisioni;
- la mappa dei controlli qualità lungo il ciclo: per ogni quota, la porzione di disegno interessata, gli strumenti utilizzabili, se va registrato il numero di serie dello strumento e il piano di campionamento;
- il disegno, anche con la bollinatura, per leggerlo più in fretta in reparto;
- i cicli con cui si può realizzare il prodotto, anche più di uno, ciascuno con la sua sequenza di fasi.

I tipi di controllo vengono da una configurazione comune: compilare è più veloce e si possono fare analisi trasversali. Se su una macchina si concentrano gli scarti per un diametro interno, probabilmente il problema sta nella lavorazione dei fori.
Le fasi: il minimo indispensabile e tutto il resto
Per funzionare il sistema chiede pochissimo: una fase e la risorsa su cui farla. Da lì si sceglie fin dove arrivare: operatori abilitati, programma macchina con il file ISO collegato, tempi a preventivo e a consuntivo (questi ultimi dalla raccolta dati in produzione, con o senza interconnessione 4.0), tempi segnati come controllati, istruzioni di produzione allegate o scritte nel sistema, video e altri file multimediali per gli operatori, attrezzi con le loro schede di attrezzaggio, scheda di imballo.
Materiali legati alla fase e alla macchina
In zProduction la distinta non è un elenco di fasi da una parte e materiali dall’altra: ogni materiale è legato alla combinazione di fase e macchina. Così, se due macchine consumano in modo diverso, il fabbisogno viene calcolato correttamente.
Lo scarico del materiale può essere automatico (lo deduce il sistema dai pezzi dichiarati), proposto o dichiarato dall’operatore. Ogni materiale può avere o no una tracciabilità: numero di serie, lotto, colata, data di scadenza, taglia, colore o qualsiasi altra informazione. I controlli del piano di controllo si assegnano alle singole fasi, così l’operatore riceve solo quelli che deve fare davvero.
Il costo di produzione dipende dalla quantità
Con il ciclo e i tempi, il sistema calcola il costo unitario e totale di quell’articolo, con quel ciclo, per quella quantità. La quantità conta per almeno due motivi. Il primo è l’incidenza dell’attrezzaggio: nell’esempio della demo pesava circa il 16% sul costo del pezzo su un lotto di 50 pezzi e diventava marginale su 1.500. Il secondo sono gli scaglioni di acquisto dei materiali: sui lotti grandi i listini sono spesso più convenienti.

Il costo unitario si scompone in attrezzaggio, produzione, fermi, materiale, accessori (i componenti di distinta, fatti o comprati) e lavorazioni esterne, e si divide fra la quota dei pezzi buoni e quella che va negli scarti, calcolata da una percentuale di scarto sul ciclo e dal suo andamento nelle diverse fasi. Si parte da impostazioni semplici e si affinano nel tempo. Tutti i valori sono disponibili anche come scomposizione dei costi, utile per i report da dare ai clienti che li chiedono.
Il video è un estratto della demo di zProduction del marzo 2022. Relatore: Andrea Francica, fondatore di Sandeza. Approfondimenti: costi e preventivazione, costificazione rapida, controllo qualità.
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